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XDR & SOC25 gennaio 2026· 6 min di lettura

Incident Response: i primi 60 minuti

I primi 60 minuti dopo un incidente cyber determinano l'entità del danno. Ecco cosa fare (e cosa non fare) minuto per minuto.

Autore: Marco Potenza · CEO & Co-founder

L'ora d'oro della cybersecurity

In medicina, la "golden hour" è la prima ora dopo un trauma: le azioni intraprese in quel lasso determinano la sopravvivenza del paziente. Nella cybersecurity è identico. I primi 60 minuti dopo la scoperta di un incidente determinano se il danno sarà contenuto o catastrofico. La differenza non è la tecnologia: è avere un piano.

Minuti 0-5: Conferma e attivazione

  • Confermare l'incidente: è un vero incidente o un falso positivo? Verificate con almeno una seconda fonte di dati (log, EDR, SIEM).
  • Classificare la severità: Critico (ransomware attivo, data breach in corso), Alto (compromissione confermata, nessun impatto attivo), Medio (attività sospetta, richiede indagine).
  • Attivare il team: contattate il responsabile incident response. Se non avete personale interno: chiamate il provider di IR (avete un contratto, vero?).
  • NON: spegnere i sistemi (distrugge le evidenze), comunicare all'esterno, provare a "risolvere" senza un piano.

Minuti 5-15: Contenimento iniziale

  • Isolare i sistemi compromessi: disconnetteteli dalla rete ma NON spegneteli. L'isolamento impedisce la propagazione; tenerli accesi preserva la RAM con le evidenze. Con una piattaforma XDR come Presidio, l'isolamento degli endpoint avviene con un click dalla console centrale.
  • Bloccare gli account compromessi: disabilitare immediatamente ogni account che risulti compromesso.
  • Preservare le evidenze: screenshot degli alert, timestamp delle attività sospette, log degli accessi.
  • Documentare tutto: ogni azione, ogni decisione, ogni timestamp. Usate un canale dedicato (fuori dall'infrastruttura compromessa).

Minuti 15-30: Valutazione dell'impatto

  • Identificare il vettore: come è entrato l'attaccante? Email, VPN, exploit web, credenziali rubate?
  • Mappare l'estensione: quali sistemi sono compromessi? Quali dati sono stati acceduti o esfiltrati?
  • Valutare l'impatto business: quali servizi sono colpiti? Impatto su clienti, produzione, dati personali?
  • Verificare i backup: i backup sono integri? Sono stati compromessi anche quelli? (nel 93% degli attacchi informatici gli aggressori prendono di mira anche i backup, e in tre casi su quattro le vittime perdono almeno parte dei repository: Veeam Ransomware Trends 2023)

Minuti 30-45: Comunicazione

  • Management: informate il CEO/CdA con fatti, non speculazioni. Impatto stimato, azioni in corso, prossimi passi.
  • Legale: coinvolgete il DPO se dati personali sono coinvolti. Valutate l'obbligo di notifica GDPR (72 ore) e NIS2 (24 ore early warning).
  • Assicurazione: se avete una polizza cyber, notificate l'incidente. Molte polizze richiedono notifica entro 24-48 ore.
  • NON: comunicare ai media, ai clienti o sui social prima di avere un quadro chiaro e un messaggio approvato dal legale.

Minuti 45-60: Piano di azione

  • Eradicazione: definite il piano per rimuovere completamente la minaccia. Patching, pulizia, ricostruzione se necessario.
  • Recovery: prioritizzate il ripristino: quali sistemi prima? I sistemi critici per il business vengono ripristinati da backup puliti.
  • Monitoring rafforzato: aumentate il livello di monitoraggio. L'attaccante potrebbe avere altri punti d'accesso.

L'errore più grande

L'errore più grande non è essere attaccati: è non avere un piano. O, più spesso, averlo solo sulla carta: secondo il Veeam Ransomware Trends 2025 il 98% delle organizzazioni dichiara di avere un playbook per il ransomware, ma meno della metà vi include gli elementi tecnici essenziali, come la verifica dei backup e la sua frequenza (44%) o una catena di comando predefinita (30%). Scrivete il piano ORA, testatelo con un tabletop exercise, e tenetelo stampato, perché durante un incidente i vostri sistemi digitali potrebbero non essere disponibili. Il percorso Blueprint include template di incident response plan e tabletop exercise pronti all'uso.

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